Il segreto delle cartellate pugliesi per ottenere un dolce croccante dal sapore tradizionale

Il segreto delle cartellate pugliesi per ottenere un dolce croccante dal sapore tradizionale

Le cartellate pugliesi rappresentano uno dei dolci più iconici della tradizione natalizia del Sud Italia, in particolare della Puglia e della Basilicata. Questi nastri di pasta fritta dalla forma a rosa, croccanti e profumati, incarnano l’essenza della pasticceria popolare italiana, dove la semplicità degli ingredienti si trasforma in un capolavoro di sapore. La loro preparazione richiede pazienza e manualità, ma il risultato finale ripaga ampiamente ogni sforzo. Scopriamo insieme come realizzare questo dolce straordinario, seguendo i segreti tramandati dalle nonne pugliesi per ottenere cartellate perfettamente croccanti e dal gusto autentico.

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medio

Ingredienti

persone +

Utensili

Preparazione

1. Preparazione dell’impasto

Versate la farina a fontana su una spianatoia pulita o in una ciotola capiente. Create un buco al centro e versate l’olio extravergine di oliva, il vino bianco e un pizzico di sale. Cominciate a impastare con le mani, incorporando gradualmente la farina dal bordo verso il centro. Lavorate l’impasto con energia per circa 10-15 minuti, fino a ottenere una consistenza liscia, omogenea ed elastica. Questo passaggio è fondamentale: un impasto ben lavorato garantisce cartellate croccanti e leggere. Formate una palla, avvolgetela nella pellicola trasparente e lasciatela riposare a temperatura ambiente per almeno 30 minuti. Questo riposo permette al glutine la proteina della farina che conferisce elasticità di rilassarsi, rendendo l’impasto più facile da stendere.

2. Stesura e taglio della pasta

Trascorso il tempo di riposo, dividete l’impasto in quattro parti per lavorarlo più facilmente. Prendete una porzione e stendetela con il matterello fino a ottenere una sfoglia molto sottile, di circa 2 millimetri di spessore. La sottigliezza è cruciale per la croccantezza finale. Con la rotella tagliapasta dentellata, ricavate delle strisce lunghe circa 30 centimetri e larghe 3-4 centimetri. Il bordo dentellato conferisce l’aspetto tradizionale e aiuta a trattenere meglio il miele.

3. Formazione delle rose

Questa è la fase più delicata e caratteristica. Prendete una striscia di pasta e arrotolatela su se stessa in modo molto morbido, senza stringere, formando una spirale che ricorda una rosa. L’importante è lasciare spazio tra i giri: questo permette all’olio di penetrare durante la frittura e garantisce la croccantezza. Pizzicate leggermente l’estremità finale per sigillare la forma. Procedete così con tutte le strisce, disponendo le cartellate su un vassoio infarinato senza sovrapporle.

4. Frittura perfetta

Versate l’olio di semi in una pentola alta o nella friggitrice, riempiendo per circa 8-10 centimetri. Scaldate l’olio a 160-170°C: questa temperatura è fondamentale per una frittura corretta. Se l’olio è troppo caldo, le cartellate si bruciano esternamente restando crude dentro; se è troppo freddo, assorbono troppo olio diventando pesanti. Utilizzate un termometro da cucina per verificare. Immergete delicatamente 2-3 cartellate alla volta nell’olio caldo, senza affollare la pentola. Friggetele per circa 3-4 minuti, girandole delicatamente con la schiumarola, fino a quando assumono un bel colore dorato uniforme. Scolatele e adagiatele su carta assorbente per eliminare l’olio in eccesso.

5. Glassatura con il miele

In un pentolino, scaldate il miele millefiori a fuoco dolcissimo fino a renderlo più liquido e fluido, senza portarlo a ebollizione. Aggiungete un pizzico di cannella per arricchire il profumo. Con un cucchiaio o immergendo direttamente le cartellate nel miele tiepido, ricopritele generosamente. Il miele deve penetrare tra le pieghe della pasta. Disponetele su un piatto da portata e, se desiderate, spolverate con zucchero a velo e un’altra spolverata di cannella. Lasciatele riposare almeno 2 ore prima di servire, permettendo al miele di asciugarsi leggermente e creare quella caratteristica glassa croccante.

Franziska Himmelmann

Il trucco dello chef

Per verificare la temperatura dell’olio senza termometro, immergete un pezzetto di pasta: se sale subito in superficie circondato da bollicine vivaci, l’olio è pronto. Un trucco delle nonne pugliesi consiste nell’aggiungere un cucchiaino di aceto all’impasto al posto di parte del vino: questo rende le cartellate ancora più croccanti. Se il miele cristallizza durante la conservazione, scaldate leggermente le cartellate in forno a 50°C per qualche minuto. Per una variante moderna, potete sostituire metà del miele con vincotto mosto d’uva cotto, tipico prodotto pugliese che conferisce un sapore più intenso e caramellato.

Abbinamento con vini dolci del territorio

Le cartellate si sposano perfettamente con i vini dolci del Sud Italia, in particolare con il Moscato di Trani o il Primitivo dolce di Manduria, che con le loro note fruttate e mielate esaltano la dolcezza del miele senza appesantire. Un’alternativa eccellente è il Passito di Pantelleria, con i suoi aromi di albicocca e miele che creano un’armonia perfetta. Per chi preferisce qualcosa di meno alcolico, un caffè espresso ristretto rappresenta l’abbinamento tradizionale per eccellenza, capace di bilanciare la dolcezza intensa delle cartellate. Durante le feste natalizie, in Puglia si accompagnano spesso con un bicchierino di limoncello fatto in casa o con un amaro alle erbe per favorire la digestione.

Informazione in più

Le cartellate affondano le loro radici nella tradizione contadina pugliese, dove venivano preparate esclusivamente durante il periodo natalizio, rappresentando un dolce di festa riservato alle occasioni speciali. Il nome deriva dal termine dialettale carteddate, che richiama la forma a cartiglio o nastro arrotolato. Ogni famiglia custodisce gelosamente la propria ricetta, tramandata di generazione in generazione, con piccole variazioni che riguardano le proporzioni degli ingredienti ol’aggiunta di aromi come l’anice o la scorza di limone. In alcune zone della Basilicata, le cartellate vengono chiamate crustoli o rose, proprio per la loro forma caratteristica. La preparazione delle cartellate era un momento di aggregazione familiare: le donne si riunivano per preparare grandi quantità di questo dolce, che doveva durare per tutte le festività. Oggi le cartellate sono riconosciute come prodotto agroalimentare tradizionale della Puglia e della Basilicata, simbolo di un patrimonio gastronomico da preservare e valorizzare.

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